L’alcoldipendenza

Messa in discussione dei pregiudizi relativi al problema “alcol”

L’alcol è una sostanza psicotropa comune e ben accettata nella nostra cultura. E’ consuetudine consumare il vino durante i pranzi o festeggiare un evento con un brindisi. I messaggi trasmessi dalla società rispetto all’utilizzo di sostanze alcoliche comunicano valori tutto sommato positivi.

Tuttavia l’alcol è una sostanza psicotropa e in quanto tale agisce sul nostro cervello, alterando il comportamento, le emozioni e l’umore. L’abuso di alcol provoca conseguenze nella vita delle persone: perdita del lavoro, malattie, problemi familiari, ecc.

Questo aspetto negativo rimane spesso nascosto, anche se in Italia, sulla base dei dati di mortalità prodotti dall’ISS, è noto che l’alcol causa mediamente 18.000 morti l’anno e che rappresenta la prima causa di mortalità sino ai 29 anni di età.

Si assiste dunque a un paradosso, da una parte l’uso di alcol viene percepito come normale, dall’altra l’alcolista viene vissuto come una persona lontana e diversa da qualsiasi altro.

Spesso si consuma alcol per essere più spigliati nelle relazioni sociali, per rilassarsi, per sentirsi coraggiosi, per dimenticare dolori e preoccupazioni, e per gestire emozioni e sensazioni che non si è in grado di gestire altrimenti. E’ possibile, dunque, considerare l’alcol come una strategia disfunzionale di coping o di auto-medicazione.

Chi è l’alcolista?

E’ considerato spesso come una persona che vive ai margini della società, con poca volontà, con un “vizio”. Trattandosi, tuttavia, la dipendenza da alcol di una malattia, sappiamo bene che non è così.

E’ alcolista chiunque abbia perso la libertà di scegliere di non bere.

La persona cerca nell’alcol un aiuto per affrontare le difficoltà. Invece di chiedere aiuto ad un familiare, a un amico o a un professionista si rivolge alla sostanza “alcol”, illudendosi di poter “smettere di bere” quando vuole.

Il primo passo verso la guarigione avviene quando accetta di non poter controllare l’assunzione di alcolici.

Sono un familiare di una persona con problemi legati all’alcol, cosa posso fare?

Comprendere che la forza di volontà non basta per smettere.

Riconoscere che la dipendenza da alcol non è un vizio, ma una malattia.

Contattare un servizio e accompagnare l’alcolista nel percorso.

Astenersi dal bere, mostrandosi solidali.

Comprendere che anche tu hai bisogno di essere aiutato, e non solo l’alcolista, perché il tuo malessere è rimasto a lungo nascosto dall’alcolismo.

Accettare che il proprio ruolo all’interno della famiglia cambierà a poco a poco che l’alcolista proseguirà nel suo percorso di cura.



Non è importante il metodo, il “come smettere”, ma il “perchè”. Tu, perché vuoi smettere?


Sono diversi i servizi che si occupano di questa problematica. I SERT, gli SMI, i gruppi di auto-mutuo-aiuto, come i cad e gli alcolisti anonimi. Contattali per avere informazioni o per chiedere un supporto.




Author:

Francesca Tagliavia – Psicologa